ITINERARIO
FRANCESCANO

Itinerario Francescano: un viaggio tra oratori, borghi rurali e spiritualità nell’Alto Mantovano

Venticinque chilometri di cammino attraverso il tempo e lo spirito: è questo l’Itinerario Francescano, un viaggio che intreccia fede, memoria e paesaggio nell’Alto Mantovano, seguendo antiche strade di campagna dove ancora riecheggiano i passi di pellegrini e contadini.

Il percorso prende avvio da Casaloldo, dove la torre medievale dei Conti Casalodi svetta come sentinella di pietra sui secoli. Da qui, il cammino si snoda tra le borgate di Castel Goffredo, punteggiate di piccoli santuari agresti che custodiscono silenziose devozioni, fino a raggiungere il cuore spirituale del territorio: l’Oratorio di San Francesco d’Assisi del Perosso di Castel Goffredo, unico luogo di culto nell’Alto Mantovano dedicato al Santo Patrono d’Italia.

È un itinerario dell’anima, dove spiritualità francescana e memoria popolare si fondono nei paesaggi armoniosi della campagna mantovana. Ogni borgata diventa pagina di un libro aperto: oratori, pievi e cappelle rurali raccontano secoli di fede semplice e profonda, di comunità che hanno plasmato questa terra con le loro mani e il loro cuore. Qui, tra campi coltivati e antichi campanili, la storia religiosa e rurale si fa poesia silenziosa, invitando il viandante a riscoprire il passo lento della contemplazione.

Difficoltà del percorso: nessuna (il tracciato è completamente pianeggiante). Il tracciato segue strade bianche o a basso traffico, tratti sterrati in aperta campagna. Solo entrando nel centro abitato di Castel Goffredo è necessario prestare maggiore attenzione. Il tracciato collega le maggiori borgate di Casaloldo e Castel Goffredo, luoghi geograficamente periferici, ma custodi di piccoli oratori campestri da scoprire.
Tematica del percorso: storico/naturalistica/gastronomica
Categoria Percorso

Trekking / Ciclismo

Durata

Circa 5:50 ore a piedi

Distanza Totale

24,70 km

Itinerario Francescano

La Torre medievale del Castello dei Conti Casaloldi

I primi a costruire un castello furono gli eminenti conti di Casaloldo o Casalodi (XI-XII secolo), una fra le più potenti famiglie feudali stanziate nelle province di Mantova e Brescia, con ingenti possedimenti nel bresciano,mantovano,veronese, cremonese e notevole influenza politica tanto da essere citati nella Divina Commedia dantesca (Inferno, XX Canto) e ambire addirittura a conquistare la città di Brescia.
Si trattava di un esempio di “castello in terra e legno”. Era caratterizzato da tre opere difensive:fossato, terrapieno e palizzata. Il fossato circoscriveva l’area del castello -e dunque del borgo al suo interno- ed era il primo apprestamento ad essere realizzato, sia perché ostacolava l’avanzata del nemico, sia perché forniva, con la terra di scavo, il materiale per costruire i terrapieni detti terragli (terralium). Questi, come solidi argini perimetrali, si ergevano alcuni metri sopra il piano campagna ed erano sormontati da palizzate o steccati detti palancati, dietro cui si trovavano i difensori del sito. L’unica struttura in pietra o mattoni era la torre di porta ed eventualmente il rivellino. E’ ancora possibile intuire questa conformazione particolare osservando la disposizione dell’edificio centrale e delle costruzioni circostanti.

La battaglia di Casaloldo

Che il castello di Casaloldo fosse costruito in questo modo lo si evince da diverse fonti documentali della metà del 1400, da alcune mappe del 1700 e in particolare dall’imponente quadro cinquecentesco della BATTAGLIA DI CASALOLDO (10 maggio 1509) che raffigura la torre d’ingresso al castello che si è conservata fino ad oggi. Davanti ad essa si è combattuta la battaglia fra le truppe gonzaghesche al comando di Alessio Beccaguto e gli abitanti del borgo casaloldese, in particolare le donne, che armati di forconi e bastoni hanno opposto strenua resistenza agli invasori, in attesa di ricevere rinforzi dalla vicina Asola, presidio della Serenissima Repubblica Veneta, governata al tempo dal Provveditore Contarini.
Non solo l’edificio della torre è patrimonio storico: esso è incastonato in un’area preziosa che costituisce il nucleo originario del comune, dove si sono svolte le vicende più significative per la comunità. Per coglierne il valore storico da sottolineare in particolare
• la grande lapide marmorea (1921) posta sul frontone della torre con la citazione di Casaloldo nella Divina Commedia di Dante. Al Canto XX dell’Inferno, descrivendo l’origine della città di Mantova, Dante scrive “Già fur le genti sue dentro più spesse,/ pria che la mattia da Casalodi / da Pinamonte inganno ricevesse” ;
• la “pietra parlante” ovvero un’epigrafe murata nella torre e datata 1437 che allude al costruttore della Torre, Bertone;
• la meridiana e le antiche lancette in ferro con il meccanismo dell’orologio (fine ‘800) ancora decorato sul lato sud della torre;
• l’antica pompa manuale dell’acqua, in ferro (‘800);
• sei termini marmorei ovvero capitelli lapidei datati 1756, antica frontiera tra i territori dell’Impero e la Serenissima, attestazione che Casaloldo era storicamente terra di confine fra poteri rivali impegnati in annose contese e tentativi di conquiste;
• l’accesso all’antico lavatoio, usato dalle massaie per lavare i panni nell’acqua del torrente Tartaro;
• i tralicci e ganci metallici dell’ex-macello comunale delle carni (inizio ‘900),posto sotto la torre, in su cui venivano appese le mezzene da vendere al popolo a prezzi calmierati;
• alcune fra le prime macchine per produrre calze in nylon (metà ‘900), testimonianze della memoria lavorativa e sociale di Casaloldo dove a partire dagli anni ’60 dello scorso secolo è nata la produzione di collant e calze da donna.

Chiesa Parrocchiale di Casaloldo

Poco lontano dalla torre, nella storica Piazza Matteotti, sorge la chiesa parrocchiale dedicata all’Assunzione della Beata Vergine Maria. Fu costruita fra il 1714 e il 1739 su progetto attribuito a Giovan Maria Borsotto e consacrata nel 1774, ma l’edificio sorge su una chiesa più antica preesistente fin dal ‘200. L'interno, sobrio e luminoso, è a navata unica con volta a botte e con lunette ai lucernai; le cappelle sono ricavate dagli sviluppi laterali, Da notare in particolare la cappella del Rosario e quella del Santissimo Sacramento, testimonianza di Confraternite ben radicate sul territorio nel dal 1400.
Si noti, sul lato destro, il maestoso campanile, unico forse nel suo genere per eleganza, completezza ed altezza in tutto l'Alto Mantovano. Il campanile è completamente staccato e ben distinto dall’edificio della chiesa (a differenza degli altri campanili della zona) e mostra alla base una lapide molto interessante che, nella traduzione dal latino, recita: “ Il Comune, a spese pubbliche, portò a compimento nel 1738 questa torre, iniziata nel 1733”. L’uso del termine latino “turris” e non “sacra turris” che si dovrebbe più propriamente usare per definire il campanile, sottolinea la funzione civile, sia perché fu la comunità civile a volere e a finanziare la costruzione, sia perché probabilmente veniva usato per osservare , controllare e difendere il territorio.

Castel Goffredo

Il centro storico di Castel Goffredo è considerato dagli storici dell’urbanistica il modello della “città ideale” tipicamente rinascimentale. Cuore della città è l’ampia e nobile piazza Mazzini nella quale sono rappresentati architettonicamente i poteri forti della città che si sono sempre confrontati: Palazzo Gonzaga, ora Acerbi, residenza e corte dei marchesi, la Chiesa Prepositurale di Sant’Erasmo, il Palazzo Comunale, casa della “Magnifica Comunità” ed infine i Portici sotto i quali si affacciano le botteghe della borghesia commerciale.
Il tessuto urbano, anticamente racchiuso entro mura quattrocentesche con fossato, porte e torrioni angolari, testimonia il passato di capitale rinascimentale della città.
La storia di Castel Goffredo iniziò nella prima metà del III millennio a.C., anche se il centro abitato attuale fu fondato in età romana (I secolo d.C.) per poi svilupparsi nel corso dei secoli successivi. In epoca altomedievale la storia della città fu strettamente legata al controllo delle potenti famiglie dei Visconti, dei Della Scala e della Repubblica di Venezia. Ma la storia della città resta indissolubilmente legata ai Gonzaga, che la governarono per 400 anni. Feudo autonomo dal 1444 al 1602 con il primo marchese Alessandro Gonzaga, qui nel 1511 con Aloisio Gonzaga ebbero origine i rami cadetti dei "Gonzaga di Castel Goffredo, Castiglione e Solferino" e il ramo minore dei "Gonzaga di Castel Goffredo", che si estinse nel 1593. (nella foto la pianta della fortezza della città nel 1500).
Con l'avvento di Napoleone Bonaparte il comune fece parte della Repubblica Cisalpina e, dopo la sua caduta, del Regno Lombardo-Veneto; nel 1861 venne infine unito al Regno d'Italia, seguendone le successive vicende storiche.
A testimoniare la ricca storia cittadina sono i numerosi edifici di rilievo, sia religiosi che civili. Fra le varie chiese spicca la Prepositurale di Sant'Erasmo in stile rinascimentale. Fu edificata nella seconda metà del Quattrocento,ampliata nel 1516 e poi ricostruita tra il 1588 e il 1590 da Bernardino Facciotto, architetto del duca di Mantova Guglielmo Gonzaga, per volontà del marchese Alfonso Gonzaga, signore di Castel Goffredo.
Palazzo Gonzaga-Acerbi, risalente al 1350, occupa l'intero fronte settentrionale della piazza. Era in origine composto da due distinti edifici, il Palazzo del Vicario e l'edificio comprendente il Torrazzo, che vennero presumibilmente uniti agli inizi del Cinquecento dai marchesi di Castel Goffredo. È stata la residenza di tutti i signori che si sono succeduti a Castel Goffredo, iniziando dai Gonzaga di Mantova. La loggia del palazzo è decorata a grottesche, attribuite a Giulio Romano e ai suoi allievi.
Il Torrazzo chiude palazzo Gonzaga-Acerbi sul fianco destro. Di costruzione medievalefu innalzato probabilmente nella seconda metà del XIV secoloa uso abitazione del vicario rappresentante dei Gonzaga di Mantova.
Il Palazzo Municipale con la Loggia della Magnifica Comunità, che è attualmente sede del Comune, risale al 1330 e fu rimaneggiato nel 1490.
La Torre civica, di origine medievale, appartenne alla prima cinta muraria di Castel Goffredo.Con i suoi 27 metri svetta su piazza Mazzini e offre un belvedere suggestivo sull’intera zona.
A pochi metri da Piazza Mazzini, nello storico Palazzo della Prevostura, nel 2017 è stato aperto il museo “MAST” , riconosciuto da Regione Lombardia. Il nome è acronimo di Museo-Arte-Storia-Territorio. Infatti il museo ha carattere storico-artistico e ha lo scopo di raccontare ai visitatori la storia della città di Castel Goffredo dalla preistoria alla contemporaneità, attraverso un percorso espositivo che comprende opere di committenza religiosa e laica quali dipinti, sculture, epigrafi, stemmi lapidei, arredi e documenti, ma anche codici miniati, libri e oggetti liturgici (stendardi, ostensori, calici, paramenti ed altro ancora), appartenenti alla parrocchia prepositurale di Sant'Erasmo.
Il MAST di Castel Goffredo è stato concepito anche come un luogo di formazione permanente. Il museo, così, mette a disposizione percorsi didattici per le scuole, dalla scuola dell'infanzia fino alle scuole secondarie di secondo grado. Inoltre, all'interno del museo si tengono laboratori ludico didattici per bambini e ragazzi, corsi di arte e cultura per adulti, corsi di aggiornamento per docenti e conferenze.

PARNTER DELL'ITINERARIO

COMUNE DI CASALOLDO
COMUNE DI CASTEL GOFFREDO

READY,SET…DISCOVER!

Esplorare l’ecomuseo diventa un’avventura a caccia di storie e tesori nascosti! Con il geocaching, ti aspetta un’esperienza interattiva dove ogni passo può svelare un segreto del passato. Pensata per esploratori di tutte le età, questa attività ti invita a scoprire angoli storici e culturali del territorio seguendo una vera e propria caccia al tesoro.

Lungo i percorsi dell’ecomuseo, troverai contenitori nascosti pieni di piccoli oggetti e indizi che ti guideranno alla scoperta delle storie e delle leggende che hanno dato forma ai borghi della pianura lombarda. Ogni tappa è una nuova sfida, un’opportunità per immergersi nella storia locale… giocando!

EVENTI RELATIVI ALL'ITINERARIO

San Francesco d'Assisi

Tra i luoghi di interesse attraversati dal tracciato figura anche la Chiesa di San Francesco d’Assisi, situata nella borgata Perosso nel Comune di Castel Goffredo, unica chiesa dedicata al santo in tutto l’Alto Mantovano. Il percorso è protagonista di una camminata/biciclettata che viene programmata la domenica più prossima alla festa di San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia. Nel 2025 l’evento si è tenuto domenica 5 ottobre.

"Libri sotto i portici"

La prima domenica di ogni mese, nella suggestiva cornice di Piazza Mazzini a Castel Goffredo — piazza storica incorniciata dai portici e dalla loggia del Palazzo Comunale — si svolge la manifestazione “Libri sotto i portici”, un appuntamento culturale dedicato al libro e alla lettura che arricchisce l’esperienza dei visitatori del territorio.

PRODOTTI TIPICI LOCALI

Lungo il percorso è possibile gustare due specialità tipiche dei comuni di Casaloldo e Castel Goffredo, espressioni autentiche della tradizione gastronomica locale.
A Casaloldo si trovano i Tortelli Fior di Verza De.Co. (Denominazione Comunale), un piatto che, nella semplicità degli ingredienti, richiama le antiche radici contadine della comunità. Questa specialità è reperibile esclusivamente presso L’Angolo della Gastronomia, in Piazza Matteotti a Casaloldo.
A Castel Goffredo, invece, si gustano i celebri Tortelli amari, il cui ingrediente principale è la Tanacetum balsamita – conosciuta come “erba amara” o “erba di San Pietro” – che conferisce al ripieno il suo aroma inconfondibile. Questa erba, utilizzata solo nei territori di Castel Goffredo e Casaloldo, rende i Tortelli amari un prodotto unico. La specialità ha ricevuto da Regione Lombardia il riconoscimento PAT (Prodotto Agroalimentare Tradizionale), che tutela a livello nazionale quei piatti caratterizzati da ingredienti e tecniche di preparazione tramandate nel tempo.
Lungo il percorso è possibile sostare anche presso la Cascina Sguazzarina, agriturismo con ristorazione, dove vengono serviti i rinomati Tortelli amari. Lo stesso piatto è disponibile inoltre nei ristoranti del centro di Castel Goffredo, situati a breve distanza dal tracciato:
• Osteria Castelvecchio, Piazza Martiri della Liberazione 2, Castel Goffredo
• Osteria La Pialla, Viale Europa 31, Castel Goffredo
• Ristorante Pizzeria Selvole, Contrada Selvole 23, Castel Goffredo
• Trattoria Pergola, Via Ospedale 43, Castel Goffredo
• Ristorante Villa Europa, Via Cavour 1, Castel Goffredo