CERESARA

TRACCE DI UN PASSATO COMUNE

Situato nell’Alto Mantovano, sull’altopiano compreso tra il Mincio e l’Oglio, il Comune di Ceresara si estende su una superficie di 37 km² a 44 metri sul livello del mare e conta una popolazione di poco più di 2.500 abitanti, comprese le frazioni di San Martino Gusnago e Villa Cappella.
Il nome Ceresara, documentato per la prima volta nel 1094, deriva dal latino cerasus (ciliegio) e significa proprio “ciliegeto”, ovvero terra coltivata a ciliegi.
La storia di Ceresara è molto antica: lo testimoniano i reperti delle terramare di Villa Cappella (Bronzo Medio, 1500 a.C.), importanti resti della romanizzazione – come l’ara funebre di Lucio Rufo Crispo (I sec. d.C) – e tracce longobarde (VIII sec.), tra cui quelle legate alla chiesa di San Martino Gusnago, considerata la più antica nelle fonti scritte della diocesi mantovana.
Già luogo fortificato nel XIII secolo, Ceresara fu colpita nel Duecento dai Bonacolsi, che distrussero il castello. Successivamente, nel 1328, con il passaggio ai Gonzaga, venne edificato un nuovo castello e il paese divenne sede di vicariato. Il dominio gonzaghesco durò fino al 1708, quando il Ducato di Mantova fu annesso alla Lombardia austriaca.

EVENTI

ITINERARI

Visitare Ceresara significa scoprire un borgo dal cuore medievale, incastonato tra le colline moreniche e caratterizzato da paesaggi agricoli e scorci naturali che parlano di autenticità. Le torri e le mura del centro storico custodiscono memorie antiche, mentre i dintorni offrono percorsi che si snodano tra strade di campagna, chiese e cascine immerse nel verde. Gli itinerari proposti accompagnano il visitatore attraverso la storia, l’architettura, la natura e i sapori del territorio, regalando esperienze che possono essere vissute a piedi, in bicicletta o in entrambe le modalità. Ogni percorso è pensato per trasformarsi in un viaggio personale e coinvolgente, passo dopo passo — o pedalata dopo pedalata — tra tradizioni e bellezze che rendono Ceresara unica.

Itinerario dei Termini

Un itinerario di circa venti chilometri ripercorre l’antico confine tra la Repubblica di Venezia e l’Impero Asburgico, segnato nel 1756 da cippi di marmo bianco numerati, eretti dopo il trattato di Vaprio. Casaloldo e Asola appartenevano alla Serenissima, Mariana Mantovana e Piubega all’Impero.

Itinerario tra Torri e Castelli

Un itinerario di circa venti chilometri ripercorre l’antico confine tra la Repubblica di Venezia e l’Impero Asburgico, segnato nel 1756 da cippi di marmo bianco numerati, eretti dopo il trattato di Vaprio. Casaloldo e Asola appartenevano alla Serenissima, Mariana Mantovana e Piubega all’Impero.

Itinerario dei De.Co.

Un itinerario di circa venti chilometri ripercorre l’antico confine tra la Repubblica di Venezia e l’Impero Asburgico, segnato nel 1756 da cippi di marmo bianco numerati, eretti dopo il trattato di Vaprio. Casaloldo e Asola appartenevano alla Serenissima, Mariana Mantovana e Piubega all’Impero.

Torre gonzaghesca di Ceresara

Il più antico castello di Ceresara, il castrum vetus noto come Castelvetro, fu distrutto da Pinamonte Bonacolsi negli anni Settanta del Duecento; i Gonzaga lo ricostruirono cento anni dopo erigendo una fortificazione formata da terrapieni sormontati da palizzate e cinta da un duplice fossato.
Disponeva di diverse torri lignee e di un’unica opera in muratura detta “barbacane”, eretta a protezione della porta e munita di ponte levatoio – sono ancora visibili, benché tamponati, gli incassi dei bolzoni – con duplice ingresso: quello carraio con arco passante a sesto acuto, e quello pedonale (pusterla) con arco a tutto sesto.
Il barbacane fu trasformato in torre vera e propria da una serie di successivi interventi (XV secolo) e sopraelevazioni che ne determinarono l’aspetto attuale. All’ultimo piano è installato l’orologio con la campana civica.

La Torre gonzaghesca veglia da secoli su Ceresara, custode di memorie medievali e simbolo identitario del borgo.

Veduta della Torre

Santuario della Madonna della Possenta

Di origini medievali, la chiesa di Santa Maria Possenta – successivamente intitolata all’Annunciazione della Beata Vergine Maria – fu restaurata per volontà della popolazione ceresarese nella seconda metà del Quattrocento.
Luogo di devozione mariana, cui la tradizione attribuisce diversi prodigi (alcuni associati a un pozzo), nel 1569 la chiesa fu unita arbitrariamente alla parrocchia di Castelgrimaldo, e solo nel 1959 fu riassegnata a Ceresara. All’interno si conserva una statua in cotto della Madonna con Bambino, attribuibile al XV secolo.

Il Santuario della Madonna della Possenta è scrigno di fede, leggende e memoria: un simbolo che continua a raccontare l’anima di Ceresara.

Panoramica del Santuario
CERESARA   CHIESE   PALAZZI  E CORTI  CERESARA   CHIESE   PALAZZI  E CORTI CERESARA   CHIESE   PALAZZI  E CORTI CERESARA   CHIESE   PALAZZI  E CORTI 

Chiesa parrocchiale di Ceresara

L’edificio originario risale all’XI–XII secolo, come evidenzia la facciata in stile romanico, con modeste dimensioni e tetto a capanna.
Anche il campanile è di fattura medievale fino alle bifore, poi sopraelevato con un coronamento merlato ottocentesco. Il tempio fu ampliato nel 1724 e l’interno è oggi tardobarocco.
Notevoli gli elementi marmorei dell’altare e l’organo, proveniente dalla sinagoga degli Ebrei di Mantova.

La Chiesa parrocchiale di Ceresara unisce la sobria facciata romanica a un interno barocco ricco di arte e memoria, sotto lo sguardo del suo antico campanile medievale.

Panoramica della Chiesa

Corte Binasa

Dimora patrizia costruita nel 1672 dalla famiglia Binasi e ristrutturata nel 1814. Ebbe tra i suoi più illustri proprietari il patriota e garibaldino Luigi Morati, che vi trascorse gli ultimi anni di vita.
L’architettura, sobria ed essenziale, conserva le “grate panciute” caratteristiche del Seicento. La villa è circondata da un ciliegeto storico che, in primavera, la trasforma in un’incantevole residenza di campagna.

Corte Binasa, tra eleganza seicentesca e memorie risorgimentali, custodisce la sobria bellezza delle sue architetture e il fascino di un ciliegeto che ogni primavera la veste di incanto.

Panoramica della Corte
SAN   MARTINO   GUSNAGO    SAN   MARTINO   GUSNAGO   SAN   MARTINO   GUSNAGO   SAN   MARTINO   GUSNAGO   

Palazzo Secco-Pastore

(San Martino Gusnago)

Costituito da un nucleo centrale quattrocentesco e da due corpi di fabbrica laterali aggiunti nel XIX secolo, il palazzo presenta, nella sua parte più antica, le caratteristiche delle residenze castellate gonzaghesche, ascrivibili – per le merlature cieche, i comignoli a torretta e altri elementi stilistici – all’architetto toscano Luca Fancelli.
Era infatti la dimora di campagna di Francesco Secco (1423–1496), condottiero e ministro dei Gonzaga, nonché marito di Caterina, figlia naturale del marchese Ludovico. In seguito ne godettero il possesso Luigi Alessandro Gonzaga, marchese di Castel Goffredo, Benedetto Furga, i baroni Orsini, i conti Giannini.
L’edificio, con il vasto latifondo che vi era annesso, fu acquistato nel 1789 da Francesco Alceo Pastore e gli eredi ne detengono la proprietà.
All’interno decorazioni e affreschi quattrocenteschi.

Palazzo Secco-Pastore, dimora di condottieri e nobili gonzagheschi, custodisce ancora oggi affreschi quattrocenteschi e memorie di un passato illustre.

Veduta esterna del palazzo
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Chiesa parrocchiale di San Martino Gusnago

(San Martino Gusnago)

I documenti del codice diplomatico longobardo attestano che già nel 765, nell’abitato di Gusnago, sorgeva una chiesa longobarda dedicata a San Martino, allora appartenente al distretto di Sirmione e legata al monastero benedettino bresciano di Santa Giulia–San Salvatore.
Già pieve nel 1037, per tutto il Medioevo la chiesa sammartinese, entrata nel frattempo a far parte della diocesi mantovana, mantenne un ruolo di rilievo su chiese e cappelle dell’area circostante.
L’attuale edificio, costruito tra il 1726 e il 1730, conserva una parte dell’abside con una porzione di affresco del precedente tempio quattrocentesco.
Degni di nota sono le tarsie marmoree settecentesche dell’altare e della balaustra, realizzate con la tecnica del “commesso fiorentino”, e il trittico di statue lignee cinquecentesche.

La Chiesa di San Martino Gusnago, dalle origini longobarde al barocco settecentesco, custodisce secoli di fede, arte e memoria comunitaria.

Veduta esterna della Chiesa
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Torre di Corte Nuova

(San Martino Gusnago)

A pianta quadrata, distribuita su cinque piani e inizialmente circondata da un fossato, la torre fu costruita nel 1576 dal marchese di Castiglione delle Stiviere Ferrante Gonzaga, padre del futuro San Luigi Gonzaga. Era una struttura difensiva contro i banditi della corte rurale.
Nel 1608, Francesco Gonzaga, fratello minore di San Luigi, donò la proprietà ai Gesuiti, che la tennero fino al 1773, anno dello scioglimento della Compagnia di Gesù.

La Torre di Corte Nuova, eretta dai Gonzaga nel XVI secolo, svetta come baluardo contro i banditi e memoria di un tempo di difese e potere.

Panoramica della torre
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Corte San Lazzaro

(San Martino Gusnago)

Agli inizi del XV secolo, la corte era di proprietà dei Conti Torelli, cui subentrarono, alla fine del secolo, i nobili Aldegatti.
Secondo la descrizione di Attilio Portioli (1830–1891), San Lazzaro è "un grosso cascinale...tutto recinto e dalle mura e dalle case con aspetto di antica fortezza".
Sull’angolo meridionale si trova una guardiola con feritoie. Da rimarcare il portale cinquecentesco e le decorazioni delle stanze padronali.

Corte San Lazzaro, tra mura di antica fortezza e stanze nobiliari, custodisce portali rinascimentali e memorie di un passato signorile.

Particolare della corte
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VILLA   CAPPELLA    VILLA   CAPPELLA   VILLA   CAPPELLA   VILLA   CAPPELLA   

Chiesa parrocchiale di Villa Cappella

(Villa Cappella)

Nel villaggio di Capella, a metà del Trecento, esisteva una chiesa parrocchiale intitolata alla Visitazione della Beata Vergine Maria, poco distante dalla più antica chiesa benedettina e bresciana, dedicata a San Faustino e Giovita, poi demolita nel Settecento.
Nel 1521, la chiesa parrocchiale fu reidificata e successivamente ampliata nella parte del presbiterio a metà del Settecento.
L’edificio attuale presenta la particolarità di avere due campanili: uno basso cinquecentesco e uno più alto e moderno, costruito negli anni Cinquanta del Novecento.
Profondamente rinnovata in anni recenti, è arricchita da un affresco absidale di Alessandro dal Prato.

La Chiesa di Villa Cappella, segnata da secoli di storia e rinnovata in tempi recenti, custodisce due campanili e un prezioso affresco absidale di Alessandro dal Prato.

Veduta della chiesa
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Corte Basalgana

(Villa Cappella)

Insediamento rurale a pianta chiusa, sorto su un’area archeologica di antica frequentazione, come testimonia la presenza in situ di una terramara, scoperta alla fine dell’Ottocento e recentemente oggetto di studi.
La corte si articola in strutture rustiche e residenziali, tra cui spicca una torre merlata alla ghibellina. In origine era una torre colombara con fornice d’accesso, successivamente murato. La costruzione è stata sopraelevata e rimaneggiata secondo il gusto del revival gotico (XIX sec.).

Corte Basalgana, tra memorie archeologiche e architetture rurali, conserva la sua torre merlata alla ghibellina e il fascino del revival gotico ottocentesco.

Torre Colombaia
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PAESAGGI   NATURA   AMBIENTE    PAESAGGI   NATURA   AMBIENTE    PAESAGGI   NATURA   AMBIENTE    PAESAGGI   NATURA   AMBIENTE   

Patrimonio Ambientale

Il territorio di Ceresara si distingue anche per il suo prezioso patrimonio ambientale, che rappresenta un valore identitario e culturale oltre che naturale.
Il territorio di Ceresara si distingue anche per il suo prezioso patrimonio ambientale, che rappresenta un valore identitario e culturale oltre che naturale.
Questo equilibrio tra biodiversità, storia e coltura agricola rende il paesaggio ceresarese un luogo unico, da scoprire con lentezza, soprattutto a piedi o in bicicletta, lungo percorsi che valorizzano il legame tra natura, memoria e tradizione.

Ciliegi in fiore, antichi filari di gelsi, il fiume Osone e la Seriola Marchionale: il paesaggio di Ceresara è un mosaico di natura, storia e tradizione rurale.

MATERIALI DIDATTICI

Risorse educative per arricchire l’esperienza di apprendimento, sia in classe che all’aperto
Mettiamo a disposizione una vasta gamma di materiali didattici scaricabili, pensati per supportare l’apprendimento e l’approfondimento dei temi trattati dall’ecomuseo. Questi materiali includono guide dettagliate, schede di attività, fogli di lavoro e risorse multimediali che possono essere utilizzati sia dagli insegnanti come strumenti di supporto alla didattica, sia dagli studenti per proseguire il proprio percorso di scoperta e conoscenza. Ogni risorsa è progettata per integrare le visite all'ecomuseo e stimolare la curiosità e la consapevolezza ambientale, rendendo l'esperienza educativa completa e coinvolgente.
FESTE   SAGRE   TRADIZIONI    FESTE   SAGRE   TRADIZIONI    FESTE   SAGRE   TRADIZIONI    FESTE   SAGRE   TRADIZIONI   

Festa de la Saresa

Nata nel 2009 e ormai attesa come uno degli appuntamenti più sentiti della provincia, la Festa de la Saresa si svolge ogni anno nel primo weekend di giugno, animando le vie del centro storico di Ceresara. La protagonista indiscussa è la ciliegia De.Co., celebrata attraverso piatti tipici, dolci, spettacoli e momenti di convivialità che trasformano il borgo in un palcoscenico di festa. L’atmosfera è resa unica dal coinvolgimento dei volontari, riconoscibili dalle celebri magliette rosse, che contribuiscono con entusiasmo alla riuscita dell’evento. La manifestazione è organizzata dalla Compagnia delle Torri in collaborazione con il Comune.

La ciliegia De.Co. accende Ceresara di festa e colori.

Passeggiata tra i ciliegi in fiore

All’inizio di aprile, nel pieno della fioritura primaverile, Ceresara accoglie la Passeggiata tra i ciliegi in fiore, un cammino non competitivo di circa otto chilometri che attraversa i ciliegeti del territorio. L’iniziativa, pensata per tutti e aperta anche alle famiglie, offre l’occasione di vivere la bellezza della campagna ceresarese con lentezza, immersi nei colori e nei profumi della natura in fiore. Organizzata dalla Compagnia delle Torri insieme al Comune, la passeggiata è diventata un appuntamento simbolo della primavera locale, capace di unire benessere, paesaggio e socialità.

Otto chilometri tra natura e fioritura primaverile.

Fiera della Possenta

La Fiera della Possenta si celebra il 25 marzo, giorno dell’Annunciazione del Signore, e prende il nome dall’antico santuario mariano di Ceresara. Le sue origini risalgono almeno al 1870, con successive attestazioni ufficiali nel 1905 e nel 1949, anno in cui fu definitivamente istituita grazie alla proposta del sindaco Eros Piasini. Oggi è una manifestazione di più giorni, ricca di eventi che spaziano dall’esposizione di macchine agricole agli stand artigianali e gastronomici, fino a luna park, bancarelle e spettacoli culturali, musicali e sportivi. La fiera rappresenta un momento di grande partecipazione comunitaria e viene organizzata dal Comune con il contributo delle associazioni di volontariato locali.

Tradizione, stand e spettacoli nel cuore del paese.

Convivio a Palazzo

Il Convivio a Palazzo nasce nel 2008, ispirato al celebre pranzo storico del 15 giugno 1491, quando il Palazzo Secco-Pastore accolse Francesco Gonzaga ed Ercole d’Este in una giornata che univa politica, cultura e fasto. L’evento odierno rievoca quell’atmosfera rinascimentale con un programma che intreccia prologhi teatrali, cene storiche preparate secondo ricette antiche e spettacoli con giullari, danzatori, cavalieri e armigeri. È un’esperienza suggestiva e immersiva che ogni settembre richiama visitatori e appassionati, trasformando Ceresara in un autentico scenario d’epoca. L’organizzazione è affidata alla Compagnia delle Torri in collaborazione con il Comune.

Un tuffo nel Rinascimento tra cene e rievocazioni.

DE.CO.

Le De.Co. di Ceresara custodiscono il gusto e la memoria di un territorio che si esprime attraverso i suoi prodotti più caratteristici. Dalla ciliegia simbolo del paese ai dolci e ai salumi, fino alla cucina delle feste, ogni specialità rappresenta un intreccio di tradizione, sapienza artigianale e identità locale. Un patrimonio genuino che racconta la storia della comunità e continua a dare valore alla tavola ceresarese.

Ciliegia di Ceresara

Questo riconoscimento comunale è stato assegnato il 24 marzo 2019 ufficializzando il legame storico e culturale tra il territorio e il suo frutto simbolo. Non riguarda una varietà specifica, ma tutte le cultivar locali, e riflette l’identità ceresarese espressa fin dal toponimo (“Ceresara” deriva da cerasus, ciliegia).

Tortello della Possenta

Tipico raviolo della tradizione ceresarese, è realizzato con pasta fatta in casa (uova, farina, rape rosse) e ripieno di ciliegie De.Co. Viene servito bollito, condito con burro, salvia e una spolverata di Grana Padano. È uno dei piatti protagonisti delle celebrazioni locali.

Torta Dolceresa

Dolce tipico accogliente e ricco di sapore, la Torta Dolceresa è il dessert per eccellenza identificato con la tradizione di Ceresara. La sua preparazione richiama ingredienti del territorio, con la ciliegia come nota distintiva

Salame Tipico Familiare Artigianale di Ceresara

Un insaccato frutto dell’esperienza dei norcini locali, che unisce tradizione e artigianalità ceresarese. La Denominazione Comunale ne attesta il forte legame con la cultura gastronomica del luogo.

ESPLORA, CONOSCI LASCIATI ISPIRARE

I nostri percorsi ti offrono una prospettiva unica sul territorio, per vivere in prima persona le storie, i luoghi e i paesaggi che fanno del nostro ecomuseo un patrimonio inestimabile.