ASOLA
TRACCE DI UN PASSATO COMUNE
Asola, cuore della pianura mantovana
Asola è un gioiello dalle radici antiche, una città che custodisce secoli di storia tra le sue piazze, le sue chiese e le sue mura. Fortezza medievale e baluardo veneziano, ha attraversato epoche e dominazioni mantenendo intatto il suo fascino. Passeggiare nel centro significa incontrare l’armonia della Cattedrale, i portici eleganti in stile Liberty, palazzi e corti che raccontano tradizioni secolari, mentre tutt’attorno la campagna e il fiume Chiese offrono un paesaggio fatto di acque, boschi e risorgive.
Tradizione, natura e vivacità
Asola è perfetta per chi desidera la quiete senza rinunciare alla vitalità di una città viva. Mercati settimanali, feste popolari e manifestazioni culturali animano le sue strade, intrecciandosi con la genuinità dei prodotti locali e con la natura che la circonda. È una meta che sorprende per la sua autenticità: venire ad Asola significa scoprire una città accogliente, dove la storia incontra la bellezza del paesaggio e dove ogni visita diventa un’esperienza da ricordare.
EVENTI
ITINERARI
A Asola la natura e la storia camminano insieme. Il fiume Chiese, i fontanili e la campagna disegnano un paesaggio vivo, mentre il centro storico custodisce la memoria della Serenissima con piazze e portici, scorci di mura e antiche architetture civili e religiose. Passeggiando si alternano corti, chiese e palazzi, in un tessuto urbano raccolto e accogliente.
Chi sceglie di esplorarla può muoversi lungo percorsi ciclopedonali e strade di campagna, risalire gli argini del Chiese o sostare presso le risorgive. In città gli itinerari tematici guidano tra piazze, monumenti e spazi espositivi; nei dintorni, strade tranquille portano a cascine, oratori e punti panoramici sulla pianura.
Asola non è solo una meta da visitare, ma un’esperienza da attraversare: passo dopo passo o in bicicletta, tra acqua, arte e tradizioni mantovane. Le botteghe e le trattorie del centro invitano a fermarsi, assaggiare i prodotti tipici del territorio e vivere il borgo con i suoi ritmi autentici.
Itinerario dei Termini
Un itinerario di circa venti chilometri ripercorre l’antico confine tra la Repubblica di Venezia e l’Impero Asburgico, segnato nel 1756 da cippi di marmo bianco numerati, eretti dopo il trattato di Vaprio. Casaloldo e Asola appartenevano alla Serenissima, Mariana Mantovana e Piubega all’Impero.
- Lunghezza
- Durata: circa 5 ore
Itinerario tra Torri e Castelli
Un itinerario di circa venti chilometri ripercorre l’antico confine tra la Repubblica di Venezia e l’Impero Asburgico, segnato nel 1756 da cippi di marmo bianco numerati, eretti dopo il trattato di Vaprio. Casaloldo e Asola appartenevano alla Serenissima, Mariana Mantovana e Piubega all’Impero.
- Lunghezza
- Durata: circa 5 ore
Itinerario dei De.Co.
Un itinerario di circa venti chilometri ripercorre l’antico confine tra la Repubblica di Venezia e l’Impero Asburgico, segnato nel 1756 da cippi di marmo bianco numerati, eretti dopo il trattato di Vaprio. Casaloldo e Asola appartenevano alla Serenissima, Mariana Mantovana e Piubega all’Impero.
- Lunghezza
- Durata: circa 5 ore
Cattedrale di Sant’Andrea e Santa Maria Assunta
La Cattedrale è il cuore spirituale e artistico di Asola. L’edificio attuale, costruito a partire dal 1472 e consacrato nel gennaio 1501, sorge su una preesistenza più antica, di cui rimangono tracce nel presbiterio e nel campanile. È uno degli esempi più compiuti del tardogotico lombardo, con impianto a tre navate scandite da colonne e volte a crociera. Dal 1696 al 1818 ebbe il rango di cattedrale, quando Asola ottenne autonomia ecclesiastica: un fatto che la rese un centro religioso di primo piano.
All’esterno la facciata si percepisce parzialmente per l’addossarsi del tessuto urbano, ma il fianco destro rivela l’ampiezza del transetto con una monofora e un piccolo oculo asimmetrico, l’orologio cinquecentesco e l’imponente campanile che si erge sull’abside.
L’interno è un vero museo diffuso: entrando dal lato sinistro si ammira un affresco dell’Ultima Cena di gusto leonardesco, seguito dal monogramma IHS–MA (Gesù e Maria) . La cappella di Sant’Antonio ospita la pala votiva di Francesco Paglia, commissionata nel 1662 dopo un prodigioso scampato pericolo: l’esplosione di una polveriera che non arrecò danni alla città. Seguono la cappella del Rosario, con la pala di Palma il Giovane (1628), e la cappella Daina, arricchita da stemmi nobiliari e da un ancona lignea barocca proveniente dalla stessa famiglia.
Il transetto custodisce un altare ligneo cinquecentesco di Clemente Zamara, incorniciato da elementi marmorei seicenteschi. La cappella di San Giovanni Crisostomo, invece, conserva un busto-reliquiario in argento e stucco, testimonianza preziosa della devozione seicentesca. Sulla destra troviamo la cappella di San Giuseppe, con una pala dell’Adorazione dei pastori eseguita da Giovanni e Bernardino da Asola.
La cattedrale custodisce anche opere straordinarie: l’organo Antegnati, accompagnato dalla cantoria e dal pulpito decorati da Girolamo Romanino con un ciclo dedicato alla storia della salvezza; il Polittico della Madonna della Misericordia di Antonio della Corna; numerose tele di autori come Pietro Maria Bagnadore, Paolo Pagani e Giuseppe Bazzani. Ogni angolo racchiude testimonianze di secoli di arte e fede.
Un edificio che fonde architettura gotica e tesori rinascimentali e barocchi: l’insieme di pittura, scultura e arredi liturgici ne fa un monumento identitario, capace di raccontare più di quattro secoli di storia religiosa e artistica.
Chiesa dei Disciplini Bianchi
Situata accanto alla cattedrale, l’oratorio dei Disciplini Bianchi è documentato già nel 1410 e fu rinnovato nel 1730. L’edificio è legato alla confraternita penitenziale dei Disciplini, diffusa dal Duecento, che ad Asola svolgeva attività religiose e caritative.
L’interno è a navata unica, con presbiterio sopraelevato raggiungibile attraverso una doppia scalinata ornata da ringhiere barocche in ferro battuto. Questa scelta scenografica introduce a un ambiente di intensa spiritualità. Al di sotto si trova la cripta, pensata come Sepolcro, decorata con marmi bianchi e neri. Qui venivano custodite statue e immagini legate al culto della Passione.
Le pareti ospitano affreschi e pale: spicca l’Adorazione del Bambino, proveniente dalla cattedrale, mentre gli altari laterali sono dedicati a San Francesco da Paola e alla Natività. La cripta custodisce la statua del Cristo Morto scolpita da Clemente Zamara, utilizzata nelle processioni penitenziali della confraternita. Nel tempo l’oratorio è diventato anche sede della Corale Santa Cecilia, fondata nel 1940 e tuttora attiva.
Un luogo raccolto, intriso di silenzio e devozione: affreschi, sculture lignee di confratelli in atto penitenziale e l’intenso Cristo Morto scolpiscono un percorso di fede che unisce arte e spiritualità popolare.
Chiesa di Santa Maria al Lago
Ha origine da un’edicola mariana costruita nel 1509 e dedicata a Santa Maria de’ Fezoli. La fama di miracoli che vi furono attribuiti spinse il consiglio cittadino a deliberare nel 1567 l’edificazione di una vera chiesa, completata nel 1585 come ricorda un’epigrafe sulla facciata.
L’edificio, situato tra via Nazario Sauro e via Santa Maria, ha una facciata rinascimentale sobria ed elegante, un impianto rettangolare a navata unica coperta da volta e un presbiterio rialzato. Lungo i secoli si arricchì di due altari laterali, dedicati a San Francesco di Paola e a San Carlo Borromeo. Nel Seicento vi si affiancarono anche confraternite che introdussero il culto della SS. Trinità e dei santi Ambrogio e Carlo.
L’interno custodisce pregevoli opere: sull’altare maggiore si trova la pala dell’Assunzione di Maria di Orazio Lamberti, costruita su due registri con figure solenni. Sulle pareti erano dipinte le quattro Sibille – Frigia, Ellespontica, Cumana e Samia – che oggi sono conservate al Museo civico. Questo connubio tra devozione mariana e riferimenti profetici conferisce al luogo un’aura colta e meditativa.
Un edificio che intreccia architettura rinascimentale e cultura umanistica: la pala di Lamberti e le Sibille ne fanno un piccolo scrigno di teologia visiva.
Chiesa di San Rocco
Fu edificata nel 1475 come voto della comunità contro la peste e consacrata nel 1506. Durante l’assedio del 1516 venne probabilmente distrutta e poi ricostruita nel 1539 su progetto di Cristoforo Mantuano de Leno.
L’interno, a navata unica, è coperto da una volta a botte cassettonata e arricchito da cappelle laterali. Nel 1536 Giovan Antonio De Fedeli vi realizzò un ampio ciclo pittorico a grottesche con profeti e figure sacre, culminante nel Compianto sul Cristo Morto dipinto in abside. Nei secoli la chiesa ebbe diversi ruoli: fu luogo di culto dell’ospedale, tempio della memoria cittadina con lapidi e iscrizioni, famedio dei caduti. Un passaggio coperto la collegava direttamente all’antico ospedale.
Restaurata nel 1940, la chiesa tornò al culto con nuove funzioni liturgiche. All’interno si conservano una lunetta del Compianto, un’ancona lignea settecentesca, una tela votiva della peste del 1630 e iscrizioni che ricordano i restauri e i benefattori.
Un edificio che porta i segni della fede, della malattia e della memoria: un intreccio di arte rinascimentale e ricordi civici che ne fa un luogo unico nella storia di Asola.
Chiesa di San Pietro Apostolo
La chiesa si affaccia su una piccola piazzetta, costituendo il cuore dell’omonima località. La facciata presenta una marcata verticalità, scandita da alte lesene di ordine dorico che, poggiando su un robusto basamento, salgono fino a sorreggere il cornicione e il timpano triangolare. Al centro si apre il portale ligneo d’ingresso, sormontato da un’ampia finestra ad arco che illumina l’interno. L’impianto è a navata unica con cappelle laterali, e si conclude in un presbiterio e un’abside di forma rettangolare.
Equilibrio e solennità definiscono questa chiesa, dove linee doriche, simmetria e proporzioni classiche conferiscono all’edificio un carattere semplice ma armonioso.
Chiesa di Santa Margherita (Castelnuovo)
Edificata nel XVIII secolo e consacrata nel 1774, sorge nella frazione di Castelnuovo su un sito che già ospitava un luogo di culto più antico. La facciata classicheggiante introduce a una navata unica con altari laterali.
Il fulcro devozionale è l’affresco della Madonna del Rosario, del XVI secolo, attribuito alla scuola di Romanino. L’immagine raffigura la Vergine seduta con in grembo il Bambino benedicente, a cui pende dal collo una corona del Rosario. La devozione popolare a questa immagine ha dato origine a processioni, feste e momenti di preghiera collettiva che hanno scandito la vita della comunità per secoli.
Un santuario rurale di fede mariana: l’immagine della Madonna con il Rosario custodisce la memoria collettiva e la spiritualità semplice delle campagne.
Asola, città murata della Serenissima
Le origini di Asola come centro fortificato risalgono al Medioevo, quando il borgo sorse su un dosso naturale lungo il Chiese, in posizione strategica per difendersi e controllare il territorio. Con l’ingresso sotto la protezione di Venezia, nel Quattrocento, la città fu dotata di una poderosa cinta muraria con torrioni cilindrici, fossati e porte d’accesso, diventando un avamposto militare della Serenissima nella pianura lombarda. Le fortificazioni furono più volte modificate e rinforzate per adattarsi alle nuove tecniche difensive, in particolare durante i conflitti che coinvolsero la Repubblica di Venezia contro gli eserciti francesi, imperiali e sforzeschi. Sebbene oggi non rimangano intatte le mura, il tracciato urbano conserva ancora tracce dell’antico assetto: dislivelli, tratti inglobati in edifici successivi e l’imponente torrione di viale Brescia, che testimoniano la forza del sistema difensivo. La memoria della città murata è parte integrante dell’identità di Asola, che per secoli ha saputo coniugare vocazione militare, vita commerciale e spiritualità religiosa.
Le mura, oggi quasi scomparse, rivivono nell’urbanistica e nell’immaginario collettivo come un “guscio invisibile” che continua a raccontare la storia di Asola città-fortezza.
Piazza XX Settembre e Fontana d’Ercole
La piazza è il cuore civile della città, spazio di incontro e rappresentanza. Sul lato lungo domina il Palazzo Municipale, mentre sul lato opposto si affaccia la chiesa con il suo prospetto laterale. In questa cornice si erge la fontana d’Ercole, realizzata nel XVI secolo presso un antico pozzo pubblico. L’opera presenta una vasca quadrilobata decorata con cavalli marini e delfini, che sorreggono un secondo bacino scolpito “a conchiglie”, sormontato dalla figura di Ercole nell’atto di abbattere l’Idra. L’opera, attribuita al disegno di Pietro Maria Bagnadore e realizzata dallo scultore trentino G.A. Carra il Vecchio, fu restaurata nel 1826 come ricordano gli stemmi incisi sul fondo della vasca. Oggi la statua che si ammira è una copia realizzata da Mario Salazzari, mentre l’originale è custodito al Museo civico. La piazza ha sempre rappresentato il fulcro delle attività pubbliche e culturali della città, dalle fiere alle celebrazioni civili.
Il mito erculeo, simbolo di forza e virtù, si trasforma in segno civico: la fontana è al tempo stesso monumento artistico e simbolo identitario della comunità.
Palazzo Municipale
L’attuale municipio è frutto di secoli di stratificazioni architettoniche e trasformazioni. Tra il 1793 e il 1794, con un progetto di Antonio Zanetti, vennero unificati tre edifici distinti – Palazzo Pubblico, Pretorio e Archivio – in un unico complesso civico. Il nuovo palazzo ospitava anche una sala teatrale, rimasta in funzione fino al 1887. Successivamente, nel 1915, l’edificio fu sottoposto a un ampio riassetto ad opera degli ingegneri Alberti e Clerici Bagozzi, che ridefinirono ingressi e spazi interni secondo il gusto del tempo. La facciata presenta un portico bugnato al piano terra, su cui si innalza una loggia veneta angolare con colonne e volte a crociera, mentre i piani superiori sono scanditi da lesene e finestre regolari. L’interno conserva la Sala dei Dieci, memoria della vita politica e comunitaria, arredi lignei settecenteschi e preziose vetrate e stucchi in stile Liberty. La loggia del 1610, opera di Giovanni Battista Lantana, è ancora oggi uno degli elementi architettonici più scenografici della città.
Un palazzo che racconta la stratificazione della storia cittadina: dall’eleganza rinascimentale della loggia alla modernità del Liberty, l’edificio incarna il volto istituzionale di Asola.
Teatro Sociale
Il Teatro Sociale nacque dopo la chiusura, nel 1887, della sala teatrale interna al Municipio. La Società dei Palchettisti ottenne infatti la chiesa sconsacrata di Sant’Erasmo e l’area vicina per la costruzione di un nuovo teatro moderno. Il progetto fu affidato a Ottaviano Clerici Bagozzi e il teatro venne inaugurato il 28 ottobre 1891 con Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi. La struttura è un parallelepipedo rialzato su gradinata, con fianco destro che incorpora la cappella dell’antica chiesa. La facciata è in stile tardo-neoclassico: presenta due ordini scanditi da lesene ioniche, cinque aperture per piano e una fascia marcapiano. Sopra la gronda si notano quattro maschere scolpite, raffiguranti personaggi della commedia dell’arte, a testimonianza della sua destinazione teatrale. Oggi il teatro è in fase di restauro e rappresenta uno dei simboli della vita culturale cittadina tra XIX e XX secolo, luogo di spettacolo, musica e socialità.
Un edificio che ha saputo trasformare un luogo sacro in spazio scenico: continuità di comunità e tradizione, tra rito religioso e rito teatrale.
Palazzo Terzi
Edificato nell’Ottocento in via Garibaldi dall’architetto Carlo Visioli, fu la residenza del cavaliere Andrea Terzi, primo sindaco di Asola dopo l’Unità d’Italia. L’edificio divenne celebre per aver ospitato Giuseppe Garibaldi il 28 aprile 1862: dal balcone il Generale arringò la folla asolana, lasciando un segno indelebile nella memoria cittadina. Per l’occasione, una sala interna fu affrescata con temi patriottici legati al Risorgimento. Il palazzo si apre su un giardino romantico con laghetto e ruscello, arricchito da una ghiacciaia cilindrica in laterizi e pietra, testimonianza delle tecniche di conservazione ottocentesche. Pur essendo una residenza privata non visitabile, rappresenta una pagina importante della storia di Asola.
Una dimora che unisce la memoria del Risorgimento al fascino di un giardino ottocentesco: storia nazionale e vita quotidiana si incontrano in un luogo carico di suggestione.
Cimitero Monumentale
Il cimitero di Asola è uno scrigno di arte e memoria che riflette il gusto decorativo tra fine Ottocento e inizi Novecento. All’ingresso si trovano affreschi parietali con angeli musicanti e sepolcri marmorei dei Prelati. Molti monumenti e decorazioni furono realizzati dalla Ditta Buzzi, scultori originari di Viggiù che aprirono una bottega ad Asola nel 1908 e operarono in tutta la Lombardia e il Mantovano. Le loro statue, bassorilievi e fregi si distinguono per l’eleganza liberty e per l’uso simbolico di motivi floreali e figure allegoriche. Il cimitero diventa così un vero museo a cielo aperto, dove le memorie familiari si trasformano in testimonianze artistiche di grande valore.
Un luogo del ricordo che diventa anche spazio d’arte
Stemma di Piubega
Murale “Arrivedersi”
Realizzato in epoca contemporanea, il murale “Arrivedersi” è un manifesto visivo dell’identità di Asola. Una grande mano aperta sostiene il corso del fiume Chiese, filo conduttore della vita cittadina. Attorno si riconoscono il campanile della cattedrale, un libro aperto che evoca i manoscritti di Lodovico Mangini, spighe di grano, una foglia di quercia e la ruota di un carro, simboli del paesaggio agrario e della cultura materiale. Non mancano richiami più colti, come una kylix attica o la marca tipografica delle Edizioni Aldine. In primo piano si staglia la figura di Ercole, eroe mitologico simbolo di forza e virtù, che diventa emblema della città.
Un’opera che unisce storia, natura e mito in un’unica immagine: il passato e il presente di Asola vengono narrati attraverso simboli potenti e condivisi.
Villa Croce Mortara
Residenza nobiliare di campagna, situata in direzione Casalromano, nelle vicinanze dell’ex convento degli Eremitani Scalzi di Sant’Agostino (alienato in età veneziana a fine Settecento). È considerata uno dei migliori esempi del gusto rococò nel Mantovano: il fronte principale presenta un portale d’impianto classico che introduce al giardino all’italiana, mentre in facciata campeggia lo stemma con la croce, memoria dell’antica famiglia proprietaria legata al territorio. La villa si inserisce nel paesaggio agricolo con equilibrio tra rappresentanza e funzionalità; l’impianto architettonico, la scenografia d’accesso e gli arredi lapidei richiamano il modello delle dimore di villeggiatura di età moderna. Proprietà privata, non visitabile internamente.
Una “teatralità” gentile: facciata ornata, araldica parlante e geometrie del giardino compongono un perfetto tableau rococò immerso nella campagna.
Museo Civico "Goffredo Bellini"
Il Museo civico di Asola, intitolato a Goffredo Bellini, è ospitato all’interno del complesso seicentesco dell’ex convento agostiniano di Sant’Agostino, un edificio che già da sé racconta la stratificazione storica e culturale della città. Fondato ufficialmente nel 1908 come raccolta civica, il museo ha conosciuto diverse fasi di ampliamento e riordino fino a diventare oggi un centro espositivo di riferimento per il territorio. L’allestimento segue un percorso cronologico e tematico che abbraccia più di mille anni di storia locale. Le sale conservano reperti archeologici di epoca romana e medievale, documenti e manoscritti legati alla vita cittadina, opere pittoriche dal XV al XIX secolo e collezioni di arte sacra provenienti dalle chiese del territorio. Particolarmente ricca è la sezione rinascimentale, con dipinti e sculture che testimoniano la vivacità artistica di Asola tra Quattro e Cinquecento, epoca in cui la città gravitava tra gli influssi culturali di Mantova, Brescia e Venezia. Il museo custodisce anche collezioni etnografiche legate alla vita agricola e artigianale, strumenti musicali, oggetti d’uso quotidiano e testimonianze della bachicoltura, attività che per secoli ha sostenuto l’economia locale. Una sala è dedicata a Lodovico Mangini, umanista e storico asolano, con i suoi preziosi manoscritti e codici miniati. Non mancano spazi per mostre temporanee, laboratori didattici e attività divulgative, che lo rendono un centro vivo e aperto alla comunità.
Il museo è un vero scrigno di memoria: custodisce pale d’altare, affreschi staccati, sculture lignee, ma anche oggetti popolari e manufatti della tradizione. In questo intreccio tra arte “alta” e cultura materiale si riflette l’identità plurale di Asola, città di confine e di scambi, capace di raccontarsi attraverso le opere che il tempo le ha lasciato.
Il Liberty ad Asola
Lo stile Liberty, espressione del modernismo europeo a cavallo tra Ottocento e Novecento, ha lasciato tracce significative anche ad Asola. Passeggiando per il centro storico e i quartieri residenziali, si possono ammirare ville private, decorazioni architettoniche e dettagli artistici che testimoniano l’adesione della città a questo gusto raffinato e innovativo.
Il Liberty ad Asola si manifesta nelle facciate movimentate da balconi in ferro battuto, nelle vetrate policrome con motivi floreali, nei fregi che decorano portali e finestre. Un esempio importante si trova all’interno del Palazzo Municipale, dove vetrate e stucchi Liberty si integrano con gli arredi istituzionali, creando un ambiente di grande eleganza.
Questa corrente artistica non fu solo un fenomeno estetico, ma anche un simbolo di modernità e apertura: il segno di una città che, all’inizio del Novecento, partecipava alle nuove correnti culturali e artistiche europee.
Linee sinuose, fiori stilizzati, vetri colorati e ferro battuto: un percorso che rivela l’eleganza di un’epoca che seppe unire artigianato e arte, lasciando in città segni discreti ma preziosi.
Interno Liberty
Bachicoltura sulle sponde del Chiese
Nella frazione di Barchi, all’interno della cascina Corte di Sopra, è stato recuperato un rustico che ospita oggi un interessante percorso espositivo dedicato alla bachicoltura, attività che per secoli ha rappresentato un pilastro economico e sociale per Asola e il suo territorio. Qui sono conservati strumenti, attrezzi e materiali originali utilizzati per l’allevamento del baco da seta, insieme a pannelli didattici che spiegano il ciclo vitale del baco, dalla deposizione delle uova alla formazione del bozzolo, fino alla lavorazione dei filati.
Il percorso racconta la stretta connessione fra agricoltura e manifattura: i gelsi piantati lungo i campi fornivano il nutrimento indispensabile ai bachi, mentre le filande locali trasformavano i bozzoli in seta, creando un vero e proprio distretto produttivo che ha reso celebre l’area di Asola per la qualità del tessile. La visita è adatta sia agli studiosi sia alle famiglie e ai bambini, che qui possono scoprire in maniera concreta e coinvolgente una tradizione che ha segnato profondamente la cultura materiale della comunità.
Il percorso è visitabile dal martedì al sabato dalle ore 10 alle 12 e dalle 16 alle 18. La domenica l’apertura è dalle 16 alle 18. È consigliata la prenotazione per i gruppi e le scuole.
Un viaggio nella memoria del lavoro e della natura: i gelsi, i bachi e i telai diventano simboli di un’economia che seppe trasformare la campagna in officina, lasciando tracce vive nella cultura locale.
Sorbara e i Tosio
La frazione di Sorbara è profondamente legata alla storia della famiglia Tosio, nobili veneziani che vi si stabilirono nel Seicento. Qui, tra campi e cascine, la famiglia sviluppò proprietà e attività agricole, lasciando una traccia indelebile nel paesaggio e nella memoria locale.
Il ramo più noto della famiglia fu quello di Paolo Tosio e di sua moglie Paolina, che nella loro dimora bresciana trasformarono la casa in un autentico salotto culturale. I coniugi Tosio furono grandi mecenati e collezionisti: la loro raccolta d’arte, donata alla città di Brescia, divenne il nucleo originario della prestigiosa Pinacoteca Tosio Martinengo. A Sorbara rimane viva la memoria di questo legame tra aristocrazia rurale e cultura alta, testimoniata anche dalla pala della Madonna in cattedra tra gli angeli, dipinta da Antonio Paglia nel 1740, conservata nella chiesa di San Francesco di Paola.
Un piccolo borgo rurale che dialoga con i grandi centri culturali: la storia dei Tosio intreccia vita di campagna, arte e mecenatismo, lasciando in eredità un patrimonio che supera i confini locali.
Panorama Sorbara
Il Cammino di Santa Giulia
Il Cammino di Santa Giulia è un itinerario storico-devozionale che rievoca la traslazione delle reliquie della santa dall’isola di Gorgona a Brescia, avvenuta nell’VIII secolo per volontà dei sovrani longobardi Desiderio e Ansa. Asola, posta lungo le vie di comunicazione fra Brescia e Mantova, è parte integrante di questo percorso che unisce spiritualità, storia e paesaggio.
Il cammino tocca chiese, oratori e luoghi di culto che custodiscono memorie legate alla santa, creando un filo rosso che attraversa la pianura lombarda. È un percorso di pellegrinaggio ma anche un’esperienza culturale e naturalistica, che invita a riscoprire un territorio nella sua dimensione più autentica.
Un itinerario che è al tempo stesso viaggio interiore e scoperta del paesaggio: fede, memoria longobarda e natura si fondono in un cammino suggestivo.
La Veronica e la Lombardia
Questo itinerario porta alla scoperta del legame di Asola con la tradizione devozionale della Veronica, immagine della Passione di Cristo che ebbe grande diffusione nell’Italia settentrionale. La città, posta al confine tra Lombardia e Veneto, custodì nei secoli testimonianze legate a questo culto, che si intrecciava con le vie di pellegrinaggio e le pratiche religiose popolari.
Il percorso propone la riscoperta di chiese, oratori e confraternite che conservarono immagini e reliquie della Veronica, inserendosi in una più ampia geografia lombarda della devozione. Asola diventa così tappa di un itinerario spirituale che racconta l’incontro tra religiosità locale e tradizione universale.
Un itinerario che intreccia fede e arte: le immagini della Veronica, diffuse in chiese e confraternite, sono testimonianze di un culto che attraversava confini e comunità, restituendo un volto di Cristo condiviso da generazioni di fedeli.
Le Cascine
La cascina a corte è l’architettura rurale tipica della Pianura Padana: un unico complesso isolato, con abitazioni, stalle, fienili e magazzini raccolti attorno a un’ampia aia centrale. Nel territorio asolano queste strutture si alternano a dimore signorili, oggi spesso abbandonate ma ancora capaci di raccontare la ricchezza agricola del passato.
Tra gli esempi più significativi troviamo il cascinale Cacciabella, un tempo dotato di oltre duecento ettari e di un oratorio, e la villa Croce-Mortara, vicina ai resti del convento degli Eremitani di Sant’Agostino. Degni di nota anche il cinquecentesco Palazzo Roccio in via Saccole Pignole, Villa Varini in località Barchi con la vicina cascina Corte Tenca, e Villa Agostina, grande corte chiusa con portone monumentale e una chiesetta ottocentesca.
Altre corti storiche come Rattone, Caccialupa, Cicognara, Campo Regio, Mangera, Zappaglia, Bracciatella, Ronchi, Lavichiello, Brusadizzi, Santa Fè e Corte Madriles completano un mosaico che intreccia vita contadina, architettura rurale e memoria storica.
Le cascine asolane uniscono semplicità agricola e dettagli architettonici: corti chiuse, portali monumentali e piccole chiese che testimoniano l’anima autentica del territorio.
Veduta di una tipica cascina
I dintorni di Asola
Pochi chilometri dal centro di Asola permettono di scoprire piccoli borghi ricchi di storia e spiritualità. A Castelnuovo, un tempo comune autonomo, sorge la chiesa di Santa Margherita che custodisce la venerata Madonna del Rosario, memoria di un passato segnato dal “Castrum novum”, oggi scomparso.
Proseguendo verso Acquanegra si incontra Barchi con la chiesa di San Pietro Apostolo, dove è conservato un prezioso Crocifisso ligneo di Giovanni Maria Piantavigna, datato 1854. Più a sud, lungo la strada per Mariana, si trova Gazzuoli con la chiesa di Sant’Anna, che conserva tracce romaniche nel campanile e nel presbiterio.
Sul lato opposto del Chiese, in direzione Fiesse, si sviluppa San Pietro con le borgate di San Pietro e Seriole, caratterizzate dagli oratori dedicati a San Pietro in Ciel d’Oro e a Sant’Anna. A sud dell’abitato si trova invece Sorbara, già residenza estiva dei conti Tosio, con la chiesa di San Francesco di Paola del XVIII secolo. La pala d’altare, “Madonna in cattedra tra gli angeli”, fu eseguita nel 1740 dal pittore Antonio Paglia.
Piccole frazioni e chiese rurali, affreschi, crocifissi lignei e pale d’altare rivelano nei dintorni di Asola un intreccio di arte e fede che arricchisce il paesaggio agricolo.
Interno Liberty
I dintorni di Asola
Pochi chilometri dal centro di Asola permettono di scoprire piccoli borghi ricchi di storia e spiritualità. A Castelnuovo, un tempo comune autonomo, sorge la chiesa di Santa Margherita che custodisce la venerata Madonna del Rosario, memoria di un passato segnato dal “Castrum novum”, oggi scomparso.
Proseguendo verso Acquanegra si incontra Barchi con la chiesa di San Pietro Apostolo, dove è conservato un prezioso Crocifisso ligneo di Giovanni Maria Piantavigna, datato 1854. Più a sud, lungo la strada per Mariana, si trova Gazzuoli con la chiesa di Sant’Anna, che conserva tracce romaniche nel campanile e nel presbiterio.
Sul lato opposto del Chiese, in direzione Fiesse, si sviluppa San Pietro con le borgate di San Pietro e Seriole, caratterizzate dagli oratori dedicati a San Pietro in Ciel d’Oro e a Sant’Anna. A sud dell’abitato si trova invece Sorbara, già residenza estiva dei conti Tosio, con la chiesa di San Francesco di Paola del XVIII secolo. La pala d’altare, “Madonna in cattedra tra gli angeli”, fu eseguita nel 1740 dal pittore Antonio Paglia.
Veduta esterna Chiesa
Piccole frazioni e chiese rurali, affreschi, crocifissi lignei e pale d’altare rivelano nei dintorni di Asola un intreccio di arte e fede che arricchisce il paesaggio agricolo.
Pub e locali
SpatenHof
Pub in stile bavarese, con birre alla spina e piatti tradizionali da abbinare.
Aria Verde
Spazio street food e cocktail bar, con birre artigianali, aperitivi e party.
La Gustoteca
Hamburger artigianali e atmosfera conviviale nello spazio Aria Verde, per serate informali all’aperto.
Bar e Caffè
Caffè Nazionale
Storico locale di Asola, bar e pub per pause pranzo e aperitivi in pieno centro.
Gran Caffè Liberty
Ristorante e bar che richiama lo stile Liberty, perfetto per pranzi e aperitivi raffinati.
Caffè della Piazza
Bar con dehors affacciato sulla piazza principale, ideale per caffè e aperitivi.
Bar Roma
Bar tradizionale nel centro cittadino, punto di ritrovo per colazioni e aperitivi.
Sister’s Cafè
Locale giovane e dinamico, ideale per colazioni e aperitivi in compagnia.
Pizzerie e Ristoranti
Le Due Rose
Trattoria e pizzeria con pizze cotte a legna e piatti tipici, perfetta per una serata informale.
Quattro Strade
Ristorante e pizzeria che combina un menù vario con pizze fragranti, adatto a famiglie e gruppi.
Mani in Pasta
Pizzeria da asporto che offre impasti fragranti e ingredienti di qualità.
Pizza Planet
Pizzeria da asporto con servizio veloce, perfetta per chi vuole gusto e praticità.
Pizzeria & Piadineria Antico Rustico
Locale che unisce pizze e piadine artigianali, ottime per un pasto rapido ma gustoso.
Il Forno di Asola
Pizzeria da asporto che propone pizze tradizionali e varianti sfiziose.
Pizzeria e Piadineria dei Sapori
Pizze e piadine artigianali in un locale semplice e funzionale.
Ristoranti e Trattorie
La Filanda
Ristorante elegante di Asola che propone cucina curata con ingredienti selezionati, in un ambiente raffinato e accogliente.
Il Gastaldo
Locale storico che valorizza la cucina tipica lombarda e piatti di carne, con atmosfera rustica e calorosa.
L’Officina del Gusto
Ristorante moderno e creativo, dove le ricette tradizionali incontrano interpretazioni innovative.
Gold Carne
Enobisteccheria siciliana che propone carni pregiate e vini selezionati per un’esperienza gastronomica intensa.
Il Catenaccio
Ristorante e pizzeria che unisce cucina casalinga e pizze cotte a legna, ideale per famiglie e serate conviviali.
Nuovo Impero
Trattoria che propone piatti della tradizione locale in un contesto semplice e genuino.
Locanda La Chiusa
Immersa nel verde lungo il Chiese, offre piatti tipici e stagionali in un’atmosfera suggestiva e rilassante.
Corte Madriles
Agriturismo e cantina alle porte di Asola, con cucina tradizionale e degustazioni di vini locali.
Cascina Cavalta
Agriturismo che propone cucina del territorio ed è anche location ideale per eventi immersi nella campagna.
Hotel, B&B e Agriturismi
Alle Fronde
Nel cuore di Asola, un B&B intimo e familiare con camere curate e un giardino che invita al relax. Un’oasi di ospitalità autentica a due passi dal centro.
Piano 8
Situato nel centro storico di Asola, un appartamento elegante e luminoso che offre indipendenza e comfort moderni, ideale per famiglie e coppie.
Les Suites
Appartamenti raffinati nel centro di Asola (via Adami 37), con cucina attrezzata e ingressi indipendenti. Praticità e stile
Hospitale I Mori
Dimora storica nella frazione di Sorbara (Asola), con giardino e ambienti di charme; camere confortevoli e ristorante.
Il Giglio
B&B in zona tranquilla di Asola (Strada San Caminate), atmosfera familiare e parcheggio; soluzione semplice e accogliente.
Guest House
Camere con vista giardino nella Località Sorbara (Asola), con piscina esterna e spazi all’aperto per il relax.
Cascina Sagrestia
Antica cascina alle porte di Asola: ospitalità rurale, colazione e ampi spazi verdi. Ideale per chi cerca natura e quiete.
Locanda La Chiusa
si trova in via Parma 82, lungo il fiume Chiese, immersa nel verde. Ristorante con due camere al piano superiore.
Il Giglio
Situato in una zona tranquilla di Asola, questo B&B offre camere accoglienti e un’atmosfera familiare, ideale per chi cerca serenità e semplicità.
Cascina Cavalta
Agriturismo a Asola, via Cremona 84: orto biologico, eventi e ospitalità in campagna.
Rievocazione dell’Assedio di Asola
Dal 2016, l’Associazione culturale “La Quadra” organizza la rievocazione storica dell’assedio del 1516, quando le truppe di Massimiliano I d’Asburgo tentarono di espugnare la città, fedele alla Serenissima. In quell’occasione, gli Asolani, guidati dal provveditore Francesco Contarini e dal capitano di ventura Riccino Daina, riuscirono a respingere l’attacco, difendendo con successo le mura cittadine. La rievocazione coinvolge centinaia di figuranti in abiti d’epoca, cavalieri, armigeri e popolani, ricreando atmosfere rinascimentali con accampamenti, tornei e spettacoli. È un evento che richiama visitatori da tutto il territorio e che trasforma il centro storico in un grande teatro a cielo aperto.
L’eco delle campane, le corazze scintillanti e i vessilli al vento riportano Asola al tempo delle Signorie: un intreccio tra storia e spettacolo che celebra il coraggio della comunità.
Rappresentazione dell'assedio
Festa di San Giovanni Crisostomo
Il 27 gennaio Asola festeggia il suo patrono, San Giovanni Crisostomo, “bocca d’oro” per la sua eloquenza e dottore della Chiesa. La celebrazione ha radici antiche: dal 1788 la festività sostituì quella dei Santi Faustino e Giovita, a seguito del riconoscimento dell’autonomia dell’Abbazia di Asola dalla diocesi di Brescia. Il cuore della ricorrenza è il busto reliquiario d’argento che custodisce la mandibola del santo: all’alba, al suono delle campane, i cancelli della cappella vengono aperti e il busto viene esposto alla comunità. Rimane visibile per tutta la giornata e, alla sera, viene portato in processione in Piazza per la benedizione della città. Secondo la tradizione, se il busto appare lucido, si preannuncia un anno agricolo prospero; se opaco, le raccolte saranno scarse.
Fede, simbolo e profezia agraria si intrecciano nella luce del busto d’argento: un rituale che unisce sacro e quotidiano, comunità e speranza.
Busto San Giovanni Crisostomo
Mercati tradizionali
Il mercato settimanale del sabato anima piazzale Mangeri e le vie laterali, con banchi alimentari, abbigliamento e merci di ogni genere, perpetuando una consuetudine che affonda le radici nella storia commerciale della città. Accanto ad esso, il Mercato Contadino, promosso dal Consorzio Agrituristico Mantovano “Verdi terre d’acqua”, valorizza i prodotti agricoli locali e stagionali, promuovendo il contatto diretto tra produttori e consumatori. Fare acquisti al mercato contadino significa sostenere l’economia locale, ridurre l’impatto ambientale e riscoprire il valore della biodiversità e delle colture tradizionali.
Colori, profumi e voci animano le piazze: un mosaico di vita quotidiana che rinnova ogni settimana il legame fra Asola e la sua terra.
Mercato Piazzale Mangeri
Antica Fiera dei Morti
Tra le fiere più antiche e radicate, l’Antica Fiera dei Morti affonda le origini nel Medioevo come mercato del bestiame, organizzato nei periodi di pausa dai lavori agricoli. Col tempo si è trasformata in una grande festa popolare, in cui sacro e profano si intrecciano: l’autunno, stagione di raccolti abbondanti, diventava occasione per rifornirsi prima dell’inverno e celebrare le ricorrenze religiose. Oggi la fiera, che si svolge nel piazzale Mangeri e nel centro storico, è un appuntamento imperdibile: bancarelle, artigianato, gastronomia e attrazioni trasformano la città in un grande luna park per grandi e piccoli.
Fra bancarelle, luci e profumi di fiera, il passato contadino incontra il presente festoso: un rito collettivo che continua a unire generazioni.
Panorama Fiera dei Morti
Presepe vivente
Dal 1997, nel giardino di Palazzo Terzi, il gruppo Scout Asola 1 organizza il Presepe vivente, un evento unico per atmosfera e suggestione. Ambientato tra vialetti e alberi secolari, il percorso guidato da luci di candele, falò e fiaccole accompagna i visitatori attraverso scene che rievocano antichi mestieri e momenti della Natività. Ogni dettaglio è curato con grande attenzione: costumi, movimenti, scenografie e dialoghi trasformano lo spazio in una rappresentazione teatrale che avvicina fede e comunità. Partecipano bambini, adulti e famiglie intere, dando vita a un evento che coinvolge non solo la popolazione locale, ma anche tanti visitatori dai paesi vicini.
Luce e silenzio avvolgono la scena: il mistero della Natività si rinnova tra fede, tradizione e poesia collettiva.
Particolare atmosfera del Presepe
Il Chiese (il fiume di Asola)
Il Chiese nasce sul Monte Fumo, nel gruppo dell’Adamello, a oltre 3.400 metri di quota, e dopo aver modellato per secoli il territorio asolano confluisce nell’Oglio. Il primo nucleo urbano di Asola sorse su un dosso fluviale tra il X e l’XI secolo; lo stesso toponimo deriva dal latino ansula, “piccola ansa”. Il fiume è stato via d’acqua, difesa naturale e risorsa fondamentale per l’agricoltura, disegnando il paesaggio fatto di argini, sentieri sterrati, campi coltivati e golene ricche di vegetazione e fauna. Caratteristica la passeggiata che dai giardini vicino al ponte conduce fino alla Chiusa.
Il fiume, elemento vitale e identitario, rimane impresso come simbolo della città, intrecciando natura, storia e memoria collettiva.
La Chiusa (idraulica storica tra Asola e Acquanegra)
Risale all’XI secolo e fu creata dai monaci di San Tommaso per regolare le acque del Chiese. Individuarono un punto elevato, l’attuale Chiusa, da cui derivare le acque convogliandole in una seriola che alimentava mulini e coltivazioni. Il sito divenne luogo strategico e conteso tra domini confinanti, con secolari dispute sulla proprietà e sull’uso delle acque. Nel 1911 il Tribunale delle Acque confermò il diritto di approvvigionamento per il Comune di Acquanegra, sancendo un compromesso plurisecolare.
Una struttura idraulica che trascende la sua funzione tecnica: simbolo civico e memoria storica della gestione comunitaria dell’acqua.
Paesaggio agrario e rete d’acque (Tartaro Fuga e mulini)
Il territorio asolano è caratterizzato da campi coltivati e una fitta rete di canali e corsi d’acqua. Tra questi spicca il Tartaro Fuga, che scorre per oltre venti chilometri alimentato da fontanili, riceve affluenti come il Tartarello e il Tornapasso e sfocia nell’Oglio. Nei secoli ha permesso lo sviluppo di numerosi mulini, indispensabili per la macinazione dei cereali
Un paesaggio produttivo e armonico, dove filari, fossi e manufatti idraulici raccontano la stretta alleanza fra uomo e natura.
Veduta dall'alto
Centro Sportivo Comunale “A. Schiantarelli”
Lo sport, il benessere e il tempo libero nel cuore di Asola
Il Centro Sportivo Comunale “A. Schiantarelli” di Asola è uno dei poli sportivi più importanti della provincia di Mantova, punto di riferimento per atleti, famiglie e associazioni sportive. La struttura, facilmente raggiungibile e dotata di ampio parcheggio gratuito, è pensata per accogliere al meglio chiunque voglia praticare sport o partecipare alle numerose attività organizzate durante l’anno.
All’ingresso gli ospiti trovano un servizio di reception e segreteria moderno ed efficiente: hall esterna coperta, desk di front office e back office, store attrezzato, spazi dedicati al controllo accessi e locali riservati al cambio scarpe. Il personale si occupa di accoglienza, iscrizioni e tesseramenti sportivi, biglietteria, customer care, ma anche del coordinamento delle attività delle associazioni e del supporto ai tesserati.
Il centro è dotato di servizi pensati per la comodità di tutti: informazioni e centralino, videosorveglianza, cassette di sicurezza, monitor e bacheche informative, dépliant e brochure, connessione Wi-Fi gratuita e un piccolo punto vendita di articoli per il nuoto.
Non manca la parte dedicata al relax e alla socialità, con un’ampia offerta di ristoro: ristorante, pizzeria, self service, bar delle piscine scoperte, chiosco immerso nel parco acquatico e bar all’ingresso del centro sportivo. Luoghi ideali per una pausa veloce, un pranzo in compagnia o un aperitivo dopo l’attività sportiva.
Grazie alla varietà dei servizi, alla qualità delle strutture e alla cura dell’accoglienza, il Centro Sportivo “A. Schiantarelli” si conferma come un vero e proprio punto di aggregazione, capace di coniugare sport, benessere e momenti di svago per tutta la comunità.
ESPLORA, CONOSCI LASCIATI ISPIRARE
I nostri percorsi ti offrono una prospettiva unica sul territorio, per vivere in prima persona le storie, i luoghi e i paesaggi che fanno del nostro ecomuseo un patrimonio inestimabile.

